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Ricucire le fratture: la riscoperta dell’area verde annessa alla Cavallerizza Reale di Torino è un primo passo per ricomporne la separazione forzata con i confinanti Giardini Reali. Una separazione avvenuta come effetto collaterale della costruzione di Viale 1° Maggio/Viale dei Partigiani ai primi del ‘900. I due giardini, insieme, costituiscono il più importante nodo nel centro storico della rete ecologica cittadina. Un’oasi di biodiversità in ambiente urbano, dove crescono piante spontanee e alberi monumentali, che offre rifugio ad animali e spazi per l’educazione ambientale per gli uomini. In questo contesto di chiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco anche la natura gioca un ruolo. La vicinanza agli importanti corridoi ecologici lungo la Dora riparia e sul fiume Po rende l’intero complesso un luogo di incontro ideale tra la città “minerale”, costruita dall’uomo, e quella “vegetale”. Un ecosistema dove uomini, animali e piante sperimentano una nuova convivenza come comunità multispecie.
Si propongono quindi diverse strategie da adottare per il recupero degli spazi aperti del compendio, con l’obiettivo di renderli accessibili al pubblico come oasi di biodiversità all’interno della città con una vocazione anche didattica, nell’ottica di sensibilizzare gli utenti sull’importanza della convivenza tra umani e non-umani.
Spazi aperti – Giardino del Bastione San Maurizio
In questo caso si propone un intervento sul giardino storico lenotriano in chiave contemporanea: la proposta rispetta in maniera rigorosa l’impianto esistente in cui però si inseriranno alcuni interventi con l’intenzione di migliorare la biodiversità dell’area. Si propone quindi l’inserimento di mix di specie erbacee nei prati – wildflowers – per renderli più attrattivi agli impollinatori.
E’ inoltre previsto il recupero della vasca al centro delle patte d’oie in cui posizionare specie acquatiche creando un’area umida a tutti gli effetti per incentivare la presenza di anfibi e avifauna all’interno del giardino.
Spazi aperti – Cortili (suggestione)
All’interno dei cortili dell’edificio della Cavallerizza si propone di riportare un brano di natura selvaggia: il progetto prevede la messa a dimora di essenze della serie di vegetazione dei boschi planiziali del Piemonte, con un particolare focus sulle specie che producono frutti e bacche; in questo modo il “bosco” avrà una funzione didattica e attrattiva per le specie di fauna che abitano il Compendio.
Spazi interni
Per gli spazi interni si propongono interventi di diversa natura che rimandano al concetto della biofilia: è stato dimostrato che la progettazione degli spazi indoor “secondo natura”, porti benessere agli utenti. Si propone quindi l’inserimento di quanta più vegetazione possibile declinata in varie tipologie: verde estensivo, coltivazione di piante edibili e inserimento puntuale di specie.
Corso Tortona, 55
10153 – Torino